La FCC abbandona gli obiettivi di velocità gigabit: un passo indietro per la ban

La FCC abbandona gli obiettivi di velocità gigabit: un passo indietro per la banda larga americana

La Federal Communications Commission ha ufficialmente eliminato gli obiettivi a lungo termine per la velocità della banda larga, che durante l’amministrazione Biden puntavano a portare il paese a download di un gigabit e upload di mezzo gigabit. La decisione, annunciata dal presidente della FCC Brendan Carr, rappresenta l’ennesimo capitolo di una storia fatta di promesse disattese e di una regolamentazione sempre più allineata agli interessi di settore.

La fine di un sogno (o forse solo di una promessa)

Brendan Carr ha mantenuto la parola data nel 2025, quando aveva minacciato di eliminare gli obiettivi di velocità stabiliti durante la presidenza Biden. La motivazione ufficiale? "Al momento è impossibile prevedere gli sviluppi tecnologici a lungo termine e l’evoluzione delle preferenze dei consumatori". Una giustificazione che suona quantomeno debole, se si considera che la direzione del progresso tecnologico è sempre stata chiara: più velocità, più capacità, più connettività.

L’autore dell’articolo originale non usa mezzi termini nel definire questa scelta "arroganza regolatoria". E il paragone con il passato è inevitabile: tredici anni fa Comcast sosteneva che gli americani non avessero bisogno di internet a gigabit. Oggi, incredibilmente, ci ritroviamo a fare lo stesso identico discorso.

Il settore privato ha già dimostrato che si può fare

La parte più paradossale è che il settore privato ha già dimostrato che velocità molto elevate sono non solo possibili, ma anche diffondibili. L’autore cita il suo stesso caso personale: l’appartamento in cui sta per trasferirsi offre una connessione simmetrica a 5 gigabit, una velocità che richiederà addirittura una nuova scheda di rete PCIe per essere sfruttata appieno. Velocità "ludicre", certo, ma che pongono una domanda scomoda: perché non puntare alla luna in tutto il paese?

La storia della definizione di "broadband" è stata una lunga battaglia. Ci sono voluti anni perché la FCC ammettesse pubblicamente che la definizione obsoleta di 25 Mbps era inadeguata. Ricordiamo Ajit Pai, il presidente della FCC che uccise la net neutrality e che una volta dichiarò che non serviva più di così. Lo standard è stato finalmente alzato da 25/3 a 100/20 nel 2024, ma il suo successore Brendan Carr — definito dall’autore "peggiore in quasi ogni categoria" — sta ripetendo gli stessi errori in modo ancora più cinico.

Un rapporto che dice tutto… e niente

L’abbandono dell’obiettivo gigabit è avvolto in un rapporto più ampio sulla banda larga che sostiene che tutto va per il meglio: velocità in aumento, concorrenza in crescita, prezzi in calo. Peccato che, come nota Ars Technica, alcune di queste conclusioni siano basate su dati provenienti da gruppi di lobby di settore, senza alcuna ricerca indipendente da parte delle associazioni di tutela dei consumatori.

La domanda sorge spontanea: perché la FCC sta facendo questo? L’autore ha una teoria piuttosto solida: la FCC è stata ulteriormente catturata da interessi di settore che preferiscono standard bassi, così i loro progetti preferiti — come l’internet satellitare — non sembrano poi così scadenti in confronto.

Il legame pericoloso tra politica e regolamentazione

A completare il quadro, The Guardian ha riportato proprio oggi che Brendan Carr è eccezionalmente vicino alla Casa Bianca e ai media di destra. Una vicinanza che rende facile scommettere che l’eliminazione dell’obiettivo gigabit non abbia nulla a che fare con l’interesse pubblico.

La scelta è puramente politica, e questo è forse l’aspetto più preoccupante. Quando un’agenzia regolatoria indipendente prende decisioni basate su convenienze politiche piuttosto che su evidenze tecniche e bisogni reali dei cittadini, il sistema perde la sua funzione fondamentale. La banda larga non è un lusso: è l’infrastruttura su cui si fonda l’economia moderna, l’istruzione, la sanità, la partecipazione democratica.

Conclusioni

L’abbandono degli obiettivi di velocità gigabit è un segnale preoccupante di come la regolamentazione delle telecomunicazioni negli Stati Uniti stia diventando sempre più ostaggio di interessi particolari. Mentre il settore privato dimostra che velocità elevate sono possibili e desiderabili, la FCC sceglie di abbassare l’asticella invece di alzarla. È un passo indietro che avrà conseguenze durature sulla competitività del paese e sulla qualità della vita dei suoi cittadini.

La storia ci ha insegnato che chi si oppone al progresso tecnologico finisce sempre per essere travolto. Ma nel frattempo, quanti anni di ritardo accumuleremo? E soprattutto, chi pagherà il prezzo di questa miopia regolatoria? Probabilmente gli stessi che pagano sempre: i consumatori, le piccole imprese, le comunità rurali che aspettano da decenni una connessione decente.

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